Dimissioni: dal 2016 nuovo modulo On Line - Professionistimpresa

by Professionistimpresa
5 anni ago
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Il ministero del Lavoro ha reso noto che dal 16 marzo 2016 sarà istituito un nuovo modulo di dimissioni volontarie, risoluzione consensuale del rapporto di lavoro e revoca delle dimissioni, da inviarsi esclusivamente in via telematica.

È uno degli effetti del Jobs Act e la rivoluzione è contemplata in un decreto ministeriale a firma di Giuliano Poletti e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale l’ 11 gennaio 2016. Viene presentata come una rivoluzione al fine di creare un’unica procedura che elimini qualsiasi altro tipo di comunicazione poco chiara e incompleta e soprattutto allo scopo di contrastare la pratica delle “dimissioni in bianco”, attraverso la quale il datore di lavoro fa firmare le dimissioni al lavoratore al momento stesso dell’assunzione, in modo da cambiarne la data qualora si presenti l’esigenza di far lasciare il posto di lavoro.

 Il modulo dimissioni online può essere compilato direttamente dal lavoratore oppure dai soggetti abilitati (CAF, sindacati, patronati, enti bilaterali, ecc).  

La nuova procedura prevede tre fasi distinte vediamo di seguito, brevemente, in cosa consiste:

 

  1. iscrizione al sito ufficiale dell’Inps e recupero del Pin Inps dal sito ufficiale attraverso l’apposita procedura di richiesta.
  2. Una volta in possesso del Pin Inps, bisogna registrarsi sul sito del Ministero del Lavoro, accedendo da www.cliclavoro.gov.it e creazione di apposite credenziali (nome utente e password);
  3. accedere al portale del Ministero del Lavoro www.lavoro.gov.it utilizzando le credenziali ottenute; compilare il modello online nelle sue 5 sezioni e infine inviare tramite e-mail (posta elettronica certificata) il modello di recesso o revoca all’indirizzo PEC del datore di lavoro.

Ad ogni modello telematico sarà attribuito un codice identificativo e la data certa di trasmissione

Conclusioni

L’intento è nobile, ma la sua applicazione appare molto macchinosa in quanto prevedere tutte queste iscrizioni a vari portali telematici, munirsi di un pin, una password ecc. non è proprio alla portata di qualsiasi lavoratore e di certo non si vede all’orizzonte una vera semplificazione della burocrazia che crea difficoltà sia alle aziende che assumono e a questo punto anche ai lavoratori.

 

Fonte: Il Giornale

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